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Supremo Ordine Universale dei Cavalieri di Monte Reale
PREMESSA
Con questo armonico intervento la determinazione eccelsa, sembra leggere, interpretare e costruire intorno al Supremo Ordine Universale dei Cavalieri di Monte Reale una protezione di straordinaria potenza. Ci sono luoghi e simboli nei quali la forza e lessenza che li ha edificati si sprigiona con tutta la sua vigoria, con tutta la capacit di diffondere il messaggio cosmopolita di cui sono portatori i Dignitari del Supremo Ordine Universale dei Cavalieri di Monte Reale e che si esprime attraverso un'architettura assolutamente simbolica e di unaltissima valenza sociale.
FINALITA
Il Supremo Ordine Universale dei Cavalieri di Monte Reale un Sacro Ordine Sovrano, Dinastico, Cavalleresco, che si richiama ai valori dellOrdine religioso-cavallereschi e di solidariet sociale quale quelli della Cavalleria Cristiana e dei Cavalieri Templari detti Poveri Cavalieri di Cristo riconosciuti da San Bernardo con il De Laude Novae Militiatee potente Militia Christi. Si ricollega alla visione cristiana della piena realizzazione della persona umana e al retaggio storico della profezia dei Maya che prevede per il 2012 linizio armonico di una nuova civilt poich lUomo dovr prendere piena coscienza degli errori commessi e rivoluzionare il suo pensiero per il futuro prossimo, reintegrando la sua vita in unesistenza armonica con lUniverso.
Gli aderenti al Supremo Ordine Universale dei Cavalieri di Monte Reale, si identificano particolarmente nella filosofia degli Uomini Liberi per la costruzione di un mondo pacifico e fondato sulla Verit, Giustizia, Amore e Libert assegnando un fine superiore allazione per proporre un alto e nobile ideale di Vita, indirizzando gli Animi Puri verso nuove e pi civili aspirazioni di Ordine e di Giustizia. I Dignitari del Supremo Ordine Universale dei Cavalieri di Monte Reale sono soltanto Uomini, di buoni costumi che esprimono un credere nell Essere Supremo e devono essere in possesso delle qualit morali e delle virt che competono a un Cavaliere, entrando a far parte di quella ristretta classe a cui possono accedere soltanto quanti hanno dato prova di esserne in tutto e per tutto allaltezza, con un forte contributo ideale, elargito come forma spirituale per una nuova Visione del Mondo con maggior valore dei Sentimenti, dellAltruismo e della Generosit e contrappone la libert come responsabilit alla libert come mera convenienza, il bene comune alla chiusura del particulare di ognuno e rigetta infine qualunque relativismo morale che giunga alla negazione della dignit umana e alla tolleranza dellintolleranza.
Gli Alti Dignitari del Supremo Ordine Universale dei Cavalieri di Monte Reale, sono persone che appartengono a categorie molto diverse, ma che hanno il comune denominatore di essere tutte depositarie di importanti e fondamentali valori morali e si riconoscono Uniti da Vincoli Spirituali Comuni venerando la Luce della Madonna della Basilica della Santa Casa di Loreto e fanno riferimento al Monte Reale in Liguria, sulla cui vetta a 920 metri, fu costruita una Chiesetta dedicata proprio alla Madonna di Loreto. La storia di questa 'avventura' architettonica di Figli Celesti del Supremo Ordine Universale dei Cavalieri di Monte Reale, si fonde con il segreto di Fatima dove viene consacrato il cuore di Maria allumanit, viene promesso un grande regno di pace per tanto tempo, avviene il contatto con esseri che vengono dallUniverso e consacrato con la pia e antica tradizione del trasporto angelico della Casa della Vergine Maria da Nazareth a Loreto nella notte del 10 dicembre 1294. Un'avventura architettonica e metafisica, perch molti sono stati gli interventi e molti che dall'inizio della costruzione fino alla met del Settecento contribuirono a dare corpo e forma a questo complesso monumentale che trascende i limiti dellIstituzione Storica.
Le indagini archeologiche e la tradizione millenaria, si illuminano a vicenda con reciproche conferme. Ogni ordinazione a Dignitario del Supremo Ordine Universale dei Cavalieri di Monte Reale avviene dopo Sacra Iniziazione.
Il Supremo Ordine Universale dei Cavalieri di Monte Reale un ente morale e promuove le sue opere filantropiche, ecumeniche e culturali servendosi dei contributi volontari dei propri Membri e di altri benemeriti donatori.
Le opere filantropiche sono realizzate su iniziative dei Priorati. Essi, identificando particolari bisogni nei propri territori o a seguito di specifiche richieste esterne, promuovono ed organizzano operazioni autonome di finanziamento utilizzando le proprie risorse. In casi di particolare rilevanza presentano i relativi progetti alla Sede Nazionale per un eventuale intervento finanziario nazionale.
L'Ecumenismo promosso in vari modi per il raggiungimento dei fini istituzionali del Supremo Ordine Universale dei Cavalieri di Monte Reale, che prevedono appunto l'unificazione di tutte le fedi.
Le Autorit Ecclesiastiche del Supremo Ordine Universale dei Cavalieri di Monte Reale, partecipano ai Congressi internazionali sull' Ecumenismo e mantengono contatti con i vari Organismi internazionali che lavorano a tutti i livelli, per l'affermazione dell'Ecumenismo nel mondo.
Storia dei Tempi del Santuario di Loreto.
Unantica tradizione riferisce dalle ricerche storiche e archeologiche, che nella notte del 10 dicembre 1294 sia stata trasportata la Santa Casa di Loreto e che la stessa Camera Lauretana della Madonna sia raccordata con la Grotta esistente a Nazareth, in Galilea, e che in essa Maria nacque, fu educata e ricevette l'annuncio Angelico. La dimora terrena di Maria a Nazaret era costituita da due parti: da una Grotta scavata nella roccia, tuttora venerata nella basilica dell'Annunciazione a Nazaret, e da una camera in muratura antistante, composta da tre pareti di pietre poste a chiusura della grotta (Secondo la tradizione, nel 1291, quando i crociati furono espulsi definitivamente dalla Palestina, le pareti in muratura della casa della Madonna furono trasportate "per ministero angelico", prima in Illiria (a Tersatto, nell'odierna Croazia) e poi nel territorio di Loreto (10 dicembre 1294), in base a nuove indicazioni documentali, ai risultati degli scavi archeologia a Nazaret e nel sottosuolo della Santa Casa della Madonna di Loreto(1962-65) e a importanti studi filologici e iconografici, si va sempre pi confermando l'ipotesi secondo cui le pietre della Santa Casa sono state trasportate a Loreto su nave, per iniziativa della nobile famiglia Angeli, che regnava sull'Epiro. Infatti, un documento del settembre 1294, scoperto di recente, attesta che Niceforo Angeli, despota dell'Epiro, nel dare la propria figlia Ithamar in sposa a Filippo di Taranto, quartogenito di Carlo Il d'Angi젲e di Napoli, trasmise a lui una serie di beni dotali, fra i quali compaiono con spiccata evidenza: "le sante pietre portate via dalla Casa della Nostra Signora la Vergine Madre di Dio". Molteplici sono le fonti letterarie, iconografiche e archeologiche che dalla fine del XII secolo attestano la presenza e il culto della Santa Casa di Loreto: fin dai primi anni del Trecento dai paesi vicini a Loreto e man mano da altre parti dItalia si muovono dei pellegrini, e gi nel 1322 attestato un pellegrinaggio straniero, dalla Germania; poco dopo seguiti dalla Grecia e dallEuropa settentrionale. Le indulgenze concesse dai papi, le manifestazioni di devozione dei fedeli e le grazie concesse dalla Madonna, incrementarono sempre pi questo fenomeno che divent talmente grande da costringere anche le autorit civili locali ad interventi di protezione dei pellegrini tramite il rilascio di salvacondotti,costruzioni di strade e ponti. Lungo le strade usate dai pellegrini, la carit dei cristiani aveva inoltre approntato ricoveri ed ospizi. Numerosi papi, regnanti e personaggi famosi verranno nei secoli a Loreto. Nel febbraio del 1493 lequipaggio di Cristoforo Colombo nel viaggio di ritorno dopo la scoperta dellAmerica, sorpreso da una tempesta, fa un voto alla Madonna di Loreto: Fu gittata unaltra volta la sorte a fine di inviare un romeo (pellegrino) a S. Maria di Loreto, la quale si trova nella Marca dAncona, terra del Papa, ed la casa dove nostra Signora ha fatto e fa tuttavia numerosi e grandi miracoli. Nel cinquecento Loreto ormai una delle mete di pellegrinaggio pi importanti per i cristiani, ed perci conosciuta in tutto il mondo: si registra nel 1582 la presenza dellambasciatore russo, inviato al Papa da Ivan IV e, nel 1585, dellambasciatore del Giappone. Per le condizioni delle vie di comunicazione e dei mezzi di trasporto nei secoli scorsi il pellegrinaggio comportava numerosi rischi. Al fine di ovviare a tali difficolt e per favorire un clima di raccoglimento, di preghiera e di testimonianza reciproca sono organizzati numerosi pellegrinaggi di gruppo che hanno registrato una espressiva ripresa dopo il Pellegrinaggio a piedi da Macerata a Loreto. Per il VII Centenario di Loreto, 1994-1995, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha scritto allallora Arcivescovo di Loreto, mons. Pasquale Macchi: La Santa Casa di Loreto non solo una reliquia, ma anche una preziosa icona, concreta.
Storia dei Cavalieri Templari
Nel 1118, terminata la prima crociata, 9 cavalieri capeggiati da Ugo dei Pagani (Hugues de Payns) decisero di abbandonare ogni ricchezza e offrire le loro spade alla protezione dei pellegrini che si recavano in Terrasanta. Il Patriarca di Gerusalemme Baldovino I, fratello di Goffredo di Buglione, ammirando le scelte di questi nobili che il popolo chiamava i "Poveri Cavalieri di Cristo" don loro una vecchia dimora che sorgeva in prossimit del Tempio di Salomone. Da questa vicinanza nacque il titolo di "Ordine del Tempio" e i suoi cavalieri da allora furono chiamati "Templari". Con il trascorrere degli anni e per l'intervento di San Bernardo di Chiaravalle che compose il "De Laude Novae Militiae" esaltando le virt di questi cavalieri, l'Ordine crebbe e acquis numerosi privilegi fra i quali, dopo il riconoscimento ufficiale della Chiesa di Roma nel Concilio di Troyes, quello di autonomia da ogni autorit civile e religiosa e la dipendenza diretta dal Pontefice. I loro possedimenti furono esenti da qualsiasi tassa e innumerevoli furono le donazioni destinate all'Ordine. I Templari parteciparono a crociate e battaglie distinguendosi per abilit, coraggio e sprezzo delle superiorit numeriche degli avversari. Dilagando, con le loro magioni in tutta l'Europa, divennero una potentissima organizzazione finanziaria. La fama di abilit e onest che li circondava e la sicurezza dei loro insediamenti militari li trasform in eccellenti banchieri cui ricorsero i potenti dell'epoca. A loro attribuita la creazione delle prime "carte di credito" che consentivano ai pellegrini di viaggiare da una Commenda all'altra senza avere con s le ricchezze necessarie al viaggio. Furono temuti e stimati dai loro nemici con i quali, nei periodi di pace, ebbero numerose frequentazioni avvicinando, cos, alla mistica cristiana le conoscenze e le tradizioni dell'Islam. Forse fu proprio questo incontro fra l'Oriente islamico e l'Occidente cristiano che fece maturare in loro quell'utopia di una Fratellanza Universale che viene definita il "Grande Sogno dei Templari". Forse a causa di questi contatti, giudicati pericolosi per la cristianit, ma sicuramente anche per le enormi ricchezze accumulate, i Templari si attirarono l'odio del re di Francia Filippo IV detto "il Bello"che, oltre ad aver ricevuto il rifiuto all'ingresso di suo figlio nell'Ordine, era anche fortemente indebitato nei loro riguardi. Nel 1307 egli convinse il suo amico Papa Clemente V a mettere sotto inchiesta l'Ordine accusandolo di eresia. Persecuzioni, lunghe detenzioni e le torture dell'Inquisizione con l'uccisione di molti cavalieri, fiaccarono le forze dell'Ordine abituato ad affrontare i nemici in combattimento ma incapace di reagire alle meschine ragioni di stato e ai tradimenti. Nel Concilio di Vienne, il 22 maggio 1312, venne emanata la bolla "Ad Providam" con la quale il Papa dichiarava "interdetto in via provvisoria" l'Ordine del Tempio che veniva cos, di fatto, sciolto. Il Gran Maestro dei Templari, Jacques de Molay, fu imprigionato con altri dignitari e costretto, sotto tortura, a confessare colpe ignobili ma, il 18 marzo 1314, quando egli ascolt le accuse che gli venivano mosse sulla base delle sue "confessioni" ritratt con orgoglio ogni parola accettando con questa abiura la morte sul rogo insieme al Precettore di Normandia. Il fuoco arse la sera stessa su un'isolotto della Senna a Parigi e, secondo la storia "ufficiale", questo supplizio decret la fine dell'Ordine... Ma il fuoco estinse veramente il grande sogno dei templari e i valori che in esso erano racchiusi? Sono in molti, tra gli Alti Dignitari del Supremo Ordine Universale degli Dei Cavalieri di Monte Reale, a credere che l'Ordine non si ferm con la morte del suo 22 Gran Maestro e che, prima in clandestinit, poi alla luce del sole prosegu e prosegue la sua esistenza fino a oggi.
LA STORIA DEI MAYA
La nostra umanit sta vivendo unepoca di trasformazione. Le guerre, la scarsit di risorse naturali, le catastrofi, linquinamento ci dimostrano chiaramente quanto larmonia della Terra sia stata compromessa dalla stupidit delluomo. Questa situazione riscontrabile dai testi profetici che gi molti millenni fa la hanno descritta. Tra questi i pi rappresentativi sono sicuramente quelli Maya. Attraverso studi scientifici e religiosi questo popolo riuscito a leggere nelle leggi del Cosmo gli effetti che cause umane, naturali e divine avrebbero prodotto. Il movimento dei corpi celesti produce degli effetti sulluomo i cui comportamenti influenzano a loro volta la Terra, la Galassia e il Cosmo intero. Questo accade perch siamo parte integrante del Cosmo stesso. Grazie a tali conoscenze i Maya riuscirono a prevedere gli eventi futuri e a riassumerli in un calendario e, secondo questo calendario che fornisce scadenze precise, entro sabato 22 dicembre 2012, luomo dovr prendere piena coscienza dei propri errori e rivoluzionare il suo pensiero, reintegrando la sua vita in unesistenza armonica con lUniverso.
CHI ERANO I MAYA
Si sapeva ben poco di questo popolo, quando un canonico della cattedrale di Ciudad Real nel Chiapas, frate Ordonez, raccolse (nel 1773) la voce che nascosta nella giungla cera unintera citt abbandonata, di proporzioni straordinarie. Le cronache del tempo, raccontano che con autentico spirito coloniale, si fece trasportare in palanchino dai parrocchiali per quasi cento chilometri fino al luogo in cui sorgeva la presunta citt perduta. L, completamente avviluppato dalla vegetazione della giungla, si offr ai suoi occhi uno spettacolo impressionante: Palenque. Raccolse anche voci che tale citt fu fondata da un uomo di nome Votan proveniente da Atlantide. La storia di Votan era narrata in un libro dei Maya dato alle fiamme dal vescovo del Chiapas tale Mons. Nunes de la Vega. I Maya, in quella parte del mondo, (Mesoamerica) furono senza dubbio gli abitatori pi civili, superando di gran lunga nelle arti e nelle scienze tutti i loro vicini. Espressero una civilt propria, erigendi pi centri monumentali di tutti gli altri popoli della America precolombiana messi insieme, su un territorio vasto come lItalia e ora suddiviso tra Messico, Guatemala, Honduras, Salvador e Belize. Periodo preclassico Da dove vengono i Maya? Riguardo a tempi cos remoti e senza (o pochissima) documentazione scritta molto arduo fare delle ipotesi; infatti tutti i libri sono stati bruciati ed i Maya torturati ed uccisi dalla chiesa cattolica perch non contenevano nullaltro che superstizioni e menzogne del demonio (una stima parla di 500.000 assassinati)cos scriveva il vescovo Diego de Landa, (qualche libro riporta il nome di Nunes de la Vega, probabilmente i libri sono stati bruciati due volte) possiamo soltanto formulare delle ipotesi. Nel mese di agosto (2001) la trasmissione -Passaggio a Nord-ovest-di Alberto Angela ne ha parlato in modo preciso ed obiettivo di questa scellerata impresa cattolica. In quelle zone viveva un popolo chiamato Olmechi (probabilmente discendente dai primi africani o indonesiani 30 mila anni fa) ed aveva a disposizione un territorio con unaltitudine media di 2000 metri, fertilissimo, con un clima temperato e molta acqua per cui era possibile ogni coltivazione come il mais, cacao, tabacco e cotone, ricchi depositi di ossidiana (vetro vulcanico) pescosi fiumi e laghi, grandi boschi dove cresceva lalbero del pane e della gomma ( Olmechi vuol dire uomini della gomma anche se oggi la scienza ufficiale li definisce protomaya). Tale zona geografica era per soggetta a catastrofi per i numerosi vulcani presenti e oggi diventati quasi tutti dei laghi. Probabilmente il vulcano Ilopango in una catastrofica eruzione (si hanno le prove geologiche dellavvenimento) rese inabitabile la zona per un raggio di 100-130 Km. attorno alla odierna Santo Domingo bloccando tutta la vita. I sinistrati, costretti a cercarsi nuove risorse, scesero a valle e se le inventarono tra le desolate foreste vergini del grande triangolo Copn-Tikal-Palenque, dando inizio, forsanche stimolati dalle tremende difficolt, a un germogliare di nuovi imponenti centri e una sorprendente fioritura artistica. Le difficolt aguzzano sempre lingegno. Massima dei Cavalieri Periodo Classico In questo triangolo geografico, per pi di sei secoli si svolse un infaticabile e veramente epica attivit. Nel periodo arcaico si bonific la giungla. I Maya non conoscevano il ferro ed i loro attrezzi erano fatti di ossidana. Nel periodo medio (50 anni) ci fu una pausa per riprendere fiato e ricominciare poi con rinnovata lena. Nel periodo tardo si perviene a un apice mai raggiunto da nessuna altra popolazione del Centroamerica Infine nel periodo finale vede il declino con il dominio dei Toltechi e poi il misterioso abbandono di tutto quanto sera creato con tanta fatica. La matematica I Maya , per far di conto, usavano un sistema semplicissimo quanto ingegnoso che permetteva con due soli segni (sistema binario dei moderni computer) di maneggiare cifre enormi. Un Puntino era uno, una Linea era cinque. Per esempio se si doveva scrivere il n. 19 si scriveva, dal basso verso lalto tre linee orizzontali con sopra quattro puntini. Al numero 20 entrava in campo lo zero, qui noto almeno duemila anni prima che gli Arabi lo portassero in Europa dallIndia, ed indicato da una conchiglia stilizzata orizzontale. Per scrivere il numero 20 si scriveva un puntino con lo zero; (sistema vigesimale). I primi 13 numeri erano considerati degli Dei, perci talvolta, sui codici o lapidi, la data veniva rappresentata con un specifico disegno corrispondente alla divinit.
Il calendario
Il grande rogo iconoclasta, avvenuto a Man nel 1562, (qualche libro riporta la data del 1691) incener ogni possibile traccia per ricostruire la storia e le usanze di questo popolo. Soltanto tre manoscritti originali sono sfuggiti fortunatamente e sono noti coi nomi di Codice di Dresta, Peresiano e Tro-Cortesiano. Il primo il pi completo e prezioso e fu salvato da un ufficiale spagnolo. Attualmente si trova nella Biblioteca di Dresta (Germania) Il secondo si trova a Parigi ed in pessime condizioni. Il terzo si trova presso il Museo Archeologico di Madrid. Il vescovo de Landa probabilmente dopo aver bruciato i libri dei Maya si accorto di aver commesso un crimine contro lumanit e ha cercato di rimediare al suo crimine indagando presso i Maya sulla loro cultura, sulle loro tradizioni, la loro religione, scrivendo una Relacion che purtroppo andata perduta. Ma una copia, di molto abbreviata, esisteva nella Accademia de Historia di Madrid che venne pubblicata con successo nel 1864. Nel 1845 labate Brasseur de Bourbourg appassionato di storia, part per il Messico. Laggi, grazie allinfluenza di potenti amici, riusc ad accedere agli archivi del vicer e copi molti manoscritti tra questi cera il POPOL VUH che labate tradusse dal maya allo spagnolo. Il POPOL VUH il corrispondente Maya della Bibbia per i cristiani o il Corano per gli Maomettani. Il Popol Vuh composto di un prologo e di undici tradizioni, in cui c TUTTO: cosmogonia, mitologia, alta filosofia, leggenda e la storia fino alla distruzione dei Maya Quich con la famigerata brutalit di Pedro de Alvarado nel 1524. Da questi documenti si intuito e capito i complicati e precisi calendari dei Maya. I calendari che i Maya usavano erano tre; (forse cera anche un quarto) il primo vago era chiamato haab . Era formato da 18 mesi di 20 giorni cadauno pi un mese di 5 giorni che si chiamava Uayeb considerati giorni ultra iettatori. In questi 5 giorni nessuno usciva di casa. (18x20+5= 365 giorni). I mesi (Uinal) si chiamavano: Pop, Uo, Zip, Zotz, Tzec, Xul, Yankin, Mol, Chen, Yax, Zac, Ceh, Mac, Kankin, Muan, Pax, Kayab, Cumhu, pi il mese iellato Uayeb. I 20 giorni si chiamavano: Imix,(acqua-vino) Ik, (vita) Akbal,( notte) Kan,( grano) Chicchan. Cimi,(morte) Manik,(cervo) Lamat,(coniglio) Muluc, (pioggia) Oc,(cane) Chuen, (scimmia) Eb,(ginestra) Ben, (canna) Ix,(giaguaro) Men, (uccello) Cib, (gufo) Caban, (terra) Eznab, (coltello) Cauac,(tempesta) e Ahau.(signore). Il secondo calendario dei 260 giorni chiamato tzolkin. Per capire come funzionava bisogna pensare a due ingranaggi che ruotano collegati meccanicamente. Il primo ingranaggio formato da 13 denti numerati da 1 al 13. Laltro ingranaggio ha 20 denti indicanti i 20 giorni. Il ciclo completo dava 13x20 = 260. A causa dellesistenza di due cicli (calendari), lo tzolkin e il vago, ogni giorno aveva due nomi, uno per ciclo. Poich i due cicli erano di lunghezza diversa, ogni specifica combinazione duale di nomi si ripresentavano soltanto dopo 52 anni vaghi, ovvero 73 tzolkin (53x365=18.980 =73x260). Questo periodo chiamato secolo dei Maya. Questo calendario (tzolkin) aveva probabilmente importanza presso i sacerdoti per questioni astronomiche ed astrologiche. Lungo Computo Attualmente nel mondo occidentale siano nellanno 2003 perch 2003 anni fa (circa) nato Ges Cristo, i Buddisti sono circa nel 2500 perch Buddha ( Illuminato) nato nel VI secolo a.C., gli arabi sono nel 1500 circa perch Maometto (il lodato) nato nel 571 d.C. I Cina sono nel 3950 (circa) perch i pianeti allora conosciuti (n.5) ed il sole erano, al sorgere dello stesso tutti raggruppati. Questo lo si pu dimostrare con vari programmi computerizzati astronomici . Per i Maya il loro computo inizia il 12 agosto del 3114 a.C. ( qualche libro cita il 3113 a.C.) per ricordare la nascita di Venere (pianeta). Questa scoperta fatta da un dilettante americano analizzando sul documento della fondazione di Merida che portava la data gregoriana (6 gennaio 1542) sia quella Maya. per cui si potuto collegare i due sistemi di datazione. Per capire questo punto, occorre assimilare qualche semplice concetto della cronologia Maya. Oltre ad usare lo tzolkin di 260 giorni, lanno vago di 365 giorni e la Rotazione del calendario di 52 anni, i Maya calcolavano e sommavano i singoli giorni. A questo scopo usavano un sistema vigesimale, o a base di 20, (noi usiamo il sistema decimale a base di 10) Lintero sistema funziona cos: 20 kin (giorni) = 1 uinal (mese di 20 giorni) 18 uinal = 1 tun o haab (anno di 360 giorni) 20 tun = 1 katun ( 7200 giorni) 20 katun = 1 baktun (144.000 giorni) 20 baktun = 1 Piktun (2.880.000 giorni) 20 piktun = 1 Calabtun (57.600.000 giorni = 160.000 anni) poi c il kinchitun e infine lalautun La piastra di Leida riporta questa data: 8 baktun, 14 karun, 3 tun, 3 uinal, 12 kin per cui avremo: (144.000x8)+(7200x14)+(3x360)+(3x20)+(12) = 1.253.952 giorni dalla nascita di Venere e che corrisponde salvo errori commessi, a 3.435,4 anni di 365 giorni. Sapendo che la nascita di Venere il 3114 a.C. questa data secondo il nostro calendario corrisponde al 321 d.C. ( 3114-3435) =321. Nella citt di Cirigu due stele riportano due date, una di 90, laltra addirittura di 400 milioni di anni fa. Non si sa il motivo. Di questi tre calendari, penso che i mass media Maya usassero quello dei 260 giorni. Ci difficile immaginare che un qualsiasi contadino Maya potesse sapere in quale giorno stava vivendo. Per lui, quindi, quello che contava era il calendario sacro di 260 giorni, ognuno dei quali aveva una propria divinit (come i nostri Santi) sotto la cui ala il popolino poteva porre il neonato, il granaio, qualche affare e valeva come il nostro oroscopo odierno. Del resto, in un paese tropicale, mesi e stagioni fanno poca differenza; a decidere quando bisognava piantare, diboscare, raccogliere e far festa decidevano i sacerdoti i quali erano i soli depositari di questo sapere.
Nascita di Venere
Due sono le teorie astronomiche su questa antica affermazione. La prima considera una enorme esplosione su Giove che lancia nello spazio una massa che poi diventer il pianeta Venere. La seconda basata sulla variazione magnetica del sole che scombussola il pianeta Venere (situato vicino al sole) rendendolo luminosissimo.
La religione
Forse la civilt Maya era primitiva in base al nostro metro di giudizio: non avevano acqua corrente, ma solo ruscelli gorgoglianti, non avevano n auto n strade, e tanto meno computer, eppure erano molto pi ricchi di noi della innata sapienza. Un inciso sulla nostra ipotetica povera ricchezza, se gli arabi amici, chiudessero i rubinetti del petrolio, e lo possono fare e lo faranno (secondo Nostradamus sestina n. 30 ormai senza saliva tra pochissimi anni) lItalia diventerebbe il paese pi povero del mondo. Recenti ricerche dimostrano che avevano sviluppato le loro facolt psichiche a livelli che non si ritenevano neanche lontanamente concepibili e come gli aborigeni dellAustralia, i Maya erano dotati di telepatia e sapevano predire il futuro. C un passo nel libro della Creazione, il POPOL VUH che evidenzia lintelligenza superiore della quale erano dotati i padri fondatori e che recita testualmente: Essi vedevano, e potevano vedere lontano allistante, riuscivano a sapere tutto quello che vi era al mondo. Quando guardavano, vedevano subito tutto intorno a loro e contemplavano di volta in volta larco del cielo e il volto rotondo della Terra. Le cose nascoste (in lontananza) le vedevano tutte, senza doversi muovere; subito vedevano il mondo. grande era la loro saggezza.
Il Codice di Dresda
Il custode del museo di Dresda, Forstemann fu il primo a riconoscere che il codice Maya conteneva le tavole per il calcolo delle eclissi, e non solo fornivano informazioni ai sacerdoti sulle eclissi previste, ma consentivano anche la concordanza con il ciclo fondamentale dello tzolkin di 260 giorni. Per quanto importante fosse la previsione delle eclissi, comunque per i maya era pi importante lo studio del comportamento di Venere. Infatti ben cinque pagine del codice erano dedicate ai calcoli riguardanti questo pianeta. Conoscevano la durata dellanno venusiano (584 giorni), dellanno marziano (780) e quasi tutti gli altri pianeti del nostro sistema solare. Nel codice di Dresda era in ogni modo ricorrente un numero speciale chiamato supernumero. Si tratta di 1.366.560 giorni, numero che riconduceva al principio dellera attuale, 3744 anni prima. Per cui eravamo nel 618 d.C. classico medio). Questo numero ha fatto scoccare in M. Cotterell, la scintilla dellinteresse nei confronti dei Maya. Infatti tale numero era molto vicino ad un altro numero significativo, 1.366.040 giorni, al quale era pervenuto seguendo uno studio del ciclo della macchie solari. Quello che ha colpito Cotterell era la differenza tra i due numeri di due cicli di 260 giorni. (1.366.040+260+260 = 1.366.560). Senza entrare nei particolari estremamente complicati, i 1.366.040 giorni sono i cicli periodici che corrispondono a mutamenti nella polarit del campo magnetico solare collegato con le macchie solari e nello spostamento della curvatura dello strato neutro del sole. Come facevano i Maya a saperlo senza nessun strumento a loro disposizione? Anche una frase letta sul Popol Vuh ha fatto meditare Cotterell: Il Popol Vuh, come viene chiamato, non pi visibile..Loriginale, scritto molto tempo fa, una volta esisteva, ma ormai celato al ricercatore e al pensatore (rimase nascosta per 1250 anni). Cotterell pens che forse esistesse una versione segreta del libro, posta in un luogo in cui nessuno poteva trovarla, e tanto meno interpretare la scoperta. Allinizio di questo secolo gran parte della giungla che circondava Palenque fu disboscata, rivelando appieno i suoi monumenti. Gli archeologi di Palenque avevano scoperto varie tombe ben fornite, talvolta incluse nelle piattaforme dei templi e persino nei palazzi. Tuttavia queste risultarono insignificanti in confronto alla scoperta fatta da un archeologo messicano, Alberto Ruz, nel 1952. Fra le rovine di Palenque si trova un edificio notevole, conosciuto con il nome di Tempio delle Iscrizioni. Questo edificio, che sorge in cima ad una piramide a gradini alta sessantacinque metri, ha il pavimento fatto di grosse lastre di pietra. Lattenzione di Ruz fu attirata da quel pavimento, quando not che una delle lastre aveva sulla superficie una doppia fila di fori, chiusi da tasselli di pietra asportabili. Decise che vi erano stati collocati per poter sollevare la lastra, e procedette subito a farlo, ma, nel sollevare la pietra, scopr che al di sotto vi era una scala riempita di ghiaia e calce. Furono necessari quattro stagioni di scavo per sgomberare il vano della scala, che a met strada cambiava direzione, ma arrivato in fondo, allincirca alla stessa altezza della base della piramide (sessantacinque metri), Ruz trov una camera. Sul pavimento del locale, sotto la ghiaia, Ruz trov sei scheletri di giovani adulti (anni 20) di cui n. 5 maschi e uno scheletro appartenuto ad una femmina. Allestremit opposta cera un passaggio, bloccato da una grossa lastra triangolare. Scostandola gli archeologi rimasero sbalorditi nello scoprire una tomba intatta. La camera funeraria si rilev di notevoli dimensioni: 3x9 metri e 6,6 metri di altezza. Lungo le pareti si susseguivano figure a rilievo in stucco, dallabbigliamento molto arcaico, che oggi si ritiene siano rappresentazioni dei Nove Signori della Notte della teologia Maya. (Equivalente ai sette peccati capitali della religione cattolica). Sul pavimento erano disposti vari oggetti che sembravano collocati l con uno scopo ben preciso: si trattava di due figure di giada e di due teste meravigliosamente modellate. Sollevando il coperchio, i ricercatori trovarono allinterno un autentico tesoro di oggetti darte maya. Il viso del defunto, ormai decomposto, era coperto da una maschera a mosaico di giada. Luomo sepolto nella tomba portava ciondoli alle orecchie in giada, e madreperla, numerose collane di grani tubolari di giada e anelli di giada alle dita. Ma la scoperta pi sconcertante era rappresentata dal coperchio del sarcofago. La lastra di Palenque misura 3x2,2 metri , spessore 25 centimetri e pesa oltre cinque tonnellate ed troppo grande per essere rimossa (non passa per la porta) dove si trova tuttora. Si riusciti ad identificare luomo sepolto nella tomba come un re di Palenque molto rispettato e chiamato Signore del Sole Pacal, nato il 6 marzo del 603 e morto il 30 agosto del 643 d.C. allet di 40 anni.
La lastra di Palenque
Da una osservazione superficiale dei disegni incisi sulla lastra, sembra un tipo di astronave guidata da un essere umano con le gambe allargate. Lo scrittore svizzero di fatti extraterrestri, Erich von Daniken nel suo libro Chariots of the Gods (i carri degli dei) ha avanzato lipotesi che la figura enigmatica al centro della lastra rappresenti un essere giunto dallo spazio a bordo della sua astronave. Negli anni 60 il suo libro divenne un best-seller internazionale. Guardando la lastra, Cotterell not che due angoli erano tagliati. Dunque o si erano spezzati allepoca in cui la lastra era stata posta nella camera mortuaria, oppure questa stata progettata cos fin dallinizio. Altri segni fecero capire che chiunque avesse progettato la lastra (probabilmente lo stesso Pacal) amava gli indovinelli, le parabole. Lo studioso cap il messaggio nascosto dalla mancanza degli spigoli: Completate gli angoli e troverete qualcosaltro. Fece due copie trasparenti della lastra su acetato (radex) e sovrapponendoli in modo opportuno tali da soddisfare certi precisi riferimenti, i disegni acquistarono un senso compiuto. Un esempio semplice per far capire al lettore il meccanismo dei trasformatori Maya. Se scrivete P e poi fate una fotocopia trasparente e la ponete sopra alla P, rovesciata , leggerete B. Qui il meccanismo molto pi complesso perch si tratta di disegni e relativa interpretazione. C la storia delle 4 ere del mondo (lultima lattuale era che stiamo vivendo) e la religione dei i Maya con particolare riferimento allaldil. Cotterell impieg dal 1990 al 1997 a decifrare con pazienza il linguaggio verde in disegni ed ottenne oltre 250 nuovi immagini. I sei scheletri di giovani, 5 di uomini ed uno di donna (morti per morte naturale) hanno il significato che come la donna unica rispetto agli altri scheletri, luomo nella tomba unico. Infatti, Pacal Figlio di Dio fattosi uomo. (secondo i Maya). Tra i siti pi antichi dei Maya, (Lubaantum) la figlia diciassettenne di un pittoresco personaggio scopr un manufatto piuttosto sinistro: un teschio di cristallo di rocca assolutamente perfetto, completo di mandibola movibile, antico circa 3600 anni a.C. E stato calcolato che con la tecnologia Maya ci sarebbero voluti 150 anni di duro lavoro per levigare il cristallo, duro quasi come il diamante, usando la sabbia come abrasivo. Unipotesi potrebbe essere quella che tale teschio, trasparente potesse essere usato come lente ustoria per accendere il fuoco sacro. Infatti ogni anno i Maya accendevano un fuoco sacro per rigenerare il sole e probabilmente con qualche sacrificio umano. Un antica leggenda Maya dice che il teschio fosse usato dal sommo sacerdote, e se questo evocasse la morte con laiuto del teschio, questa arrivasse infallibilmente. A questo punto pi che i discorsi vale la pena introdurre una tabella di confronto tra le religioni create dai SuperDei. La religione Islam fondata da Maometto per sua ammissione non era Figlio di Dio ma il Profeta, il Messaggero di Dio. Aveva 4 mogli, non ha mai fatto miracoli ed era un gran combattente in guerra. Questa religione dar al mondo occidentale nei prossimi anni dei grossi problemi. Confucio (551-479 a.C.) era un filosofo per cui la sua religione (Confucianesimo) una teoria filosofica, un modo di vita pulito. Confronto tra le religioni fondate dagli SuperDei insegnamentiBrahmanesimo e InduismoBuddhismo Cristianesimo Pacalismo I superdeiKrishna 3700 anni fa Buddha 2500 anni fa Jehosh 2000 anni fa Pacal 1300 anni fa Incarnazione di Dio Creatore? SI SI SI SI Immacolata Concezione? SI SI SI SI Associazione con una stella? SI Stella luminosa apparsa alla nascita SI Stella luminosa nel grembo materno SI Stella luminosa (4) apparsa alla nascita SI La stella di Venere Associazione con la luce? SI Io sono la luce SI Lilluminato SI Dio luc eSI Io sono la Luce del Sole Associazioni con nomi? SI Krishna significa UNTO in sancrito Insegn che la vita una illusione SI Il nome di sua madre Maya. La vita illusione SI Cristo significa UNTO (battezzato) in greco SI Insegn che la vita illusione Compirono miracoli? SI SI SI SI Dava la vita ai morti. Insegnamenti simili? SI SI SI SI Metodo di insegnamento sottile o segreto? SI Parabole e allegorie che suscitavano immagini nella mente per i veri credenti ma celate ai non credenti SI Parabole e allegorie SI Parabole e allegorie Messaggi nascosti nella Bibbia (3) SI Trasformatori Maya (immagini nascoste narranti storie) Distruzione profetizzata? SI Alla fine dellet del ferro le anime purificate torneranno sulla Terra nella prossima Et delloro SI Implicita nella credenza Buddhista nelle 4 ere della creazione SI Apocalisse. 144.000 non soffriranno e saranno riconosciuti da quel numero sulla fronte. SI Mondo distrutto in 4 cicli. Anche qui appare il numero 144.000- Credenza nella reincarnazione SI Otto reincarnazioni di Vshnu (Dio) Si Nona reincarnazione di Vishnu SI (2) Riconosciuta ma non insegnata SI Reincarnazione come miglioramento spirituale Associazione con albero? SI Morto su un albero SI Illuminazione giunta mentre sedeva sotto lAlbero della Conoscenza SI Morto in croce con corona di spine (4) Si La croce lelemento principale della Lastra di Palenque Esistenza destinazioni per i morti? SI Le anime perfettamente purificate tornano al CreatoreSI Le anime purificate si fondono con il Creatore SI Le anime purificate si uniscono a Dio Creatore in cielo SI Le anime purificate si uniscono a Dio Creatore in cielo Resurrezione o profezia di ritorno? SI Resuscitato dopo la morte su un albero. Torner come Dio Kalki alla fineSI Anche se nessuna resurrezione, si reincarner in Kalki SI Dopo tre giorni resuscit. Secondo le profezie torner. SI Reincarnato come Ce Acarl governante di Tula nel X secolo. Oltre alle tabelle, sono utili, per una pi facile comprensione gli schemi. Questo schema rappresenta a grandi linee la credenza religiosa dei Maya dopo la morte. Credenza insegnata dal Figlio di Dio (secondo i Maya) PACAL.

Il declino dei Maya
Misteriose sono le cause per cui i Maya, con calma hanno abbandonato i loro siti costati tanta fatica Con calma perch prima di allontanarsi hanno coperto, nascosto con materiale vario (vedi la scala del Tempio delle Iscrizioni) tutti i loro monumenti. La teoria attualmente oggi pi accettata e supportata da profondi studi parlano di variazioni magnetiche del sole che ha creato in quelle zone la sterilit nelle donne Maya assieme ad un lunghissimo periodo di siccit (tra il 790 e il 810 d.C.).
IL SANTUARIO DELLA MADONNA DI LORETO
La chiesa dei Cappuccini di Chivasso, dedicata alla Madonna di Loreto, vanta una antica storia di viva devozione popolare. Nella regione detta "Fontane di Loreto", al Belvedere, esisteva un pilone con l'immagine della Vergine Lauretana, venerata dagli abitanti di Chivasso. Per volont popolare, nel 1562 le autorit disposero la costruzione di una chiesa, portata a termine nell'agosto 1566, includendovi la venerata immagine della Madonna di Loreto. Nel frattempo essendo deperita l'antica pittura, il vicario di Chivasso Bra fece scolpire una statua, delle stesse dimensioni del dipinto. Il nuovo simulacro, esposto alla venerazione, si conserva tuttora nel Santuario dei Cappuccini. Nel 1573 la Chiesa ampliata e aperta al pubblico il 7 settembre, veniva custodita da un eremita a cui subentr nel 1614 il nobile Matteo Bosio, il quale vest l'abito cappuccino assumendo il nome di Fra Arcangelo. Il 10 maggio del 1624 i Cappuccini presero la cura della Chiesa e al posto del romitorio costruirono un convento. Durante la guerra 1639-40 gli edifici andarono in rovina. Il 18 ottobre 1643 fu scelto un sito pi salubre per la ricostruzione. E' lo stesso dove sorge l'attuale convento e Chiesa. A lavori compiuti, l'immagine della Madonna di Loreto fu trasportata con grande solennit nella nuova Chiesa (1643) e collocata sull'Altare. Nel 1655 fu aperta una strada lunga oltre 500 metri che conduceva ai Cappuccini. Nel 1756 fu collocato l'artistico tronetto e il tabernacolo, pregevole opera di ebanisteria attribuibile all'ambito di Piero Piffetti. Il convento sub le due soppressioni, quella napoleonica nel 1802 e quella piemontese nel 1867. La chiesa tuttavia rest aperta al culto. Nel 1897, per iniziativa di P. Raimondo da Villafranca, su disegno dell'Ing. Mottura, venne eretta l'attuale magnifica Chiesa sul luogo di quella precedente. L'affresco sulla volta - raffigurante il trasporto della Santa Casa di Nazareth a Loreto - fu realizzato da Luigi Morgari. Il 29 settembre 1928 il Vescovo d'Ivrea Mons. Filippello la dichiarava Santuario Diocesano ed il 30 giugno 1940 il Vescovo Mons. Rostagno incoronava l'immagine con grande concorso di popolo. Nel 1933 il Convento fu anche adibito a luogo di noviziato dei Cappuccini. Nel 1982 il Santuario Madonna di Loreto divenne Parrocchia affidata alla cura pastorale di P. Pier Aldo Delfino e in seguito di P. Cesare Vittonato e P. Domenico Serena. Dal 20 settembre 1992 P. Bruno Caminale il Parroco della Comunit che comprende le chiese: "Madonna di Loreto" ai Cappuccini, "Ges Bambino" a Betlemme, "Presentazione della B.V. Maria" ai Torassi. I due ovali ad olio su tela che fiancheggiano l'Altar Maggiore sono opera di scuola piemontese del diciottesimo secolo. A destra raffigurato S. Giuseppe da Leonessa ed a sinistra S. Fedele da Sigmaringen.
San Giuseppe da Leonessa
Giuseppe nacque a Leonessa (Rieti) nel 1556. Entr nell'Ordine dei Cappuccini, divenne sacerdote e condusse una vita di grande austerit. Inviato a Costantinopoli per costruirvi una missione, si adoper per confortare e liberare gli schiavi inermi; venne perci incarcerato e torturato. La tradizione vuole che egli sia stato salvato miracolosamente da un angelo. Ritornato in Italia, si prodig per la conversione dei peccatori e per togliere scandali e abusi che erano numerosi tra il popolo cristiano. Mor ad Amatrice (Rieti) il 4 febbraio del 1612.
San Fedele da Sigmaringen
Marco Bey nacque a Sigmaringen (Germania) nel 1577. Dopo gli studi di diritto a Friburgo in Germania, esercit la professione di avvocato con un tale amore alla giustizia da essere chiamato "l'avvocato dei poveri". Entrato tra i Cappuccini con il nome di Fedele, nel 1612 fu ordinato sacerdote. Per dieci anni, su incarico della Sacra Congregazione di Propaganda Fide, si prodig con ardore contro l'eresia dilagante in Germania del Sud e nella Svizzera. Il 24 aprile 1622 fu fermato da alcuni eretici che lo volevano costringere a rinnegare la fede cattolica. "Io non ho paura della morte, rispose, io difendo la verit che hanno difeso i martiri". E coron con il martirio una vita ricca di virt. E' il protomartire della Sacra Congregazione di Propaganda Fide.
Gli scavi a Nazaret e a Loreto
L'apporto pi espressivo per una lettura critica e storicamente fondata della tradizione lauretana stato dato dalle cosiddette "fonti mute", in pratica dal responso degli scavi archeologici effettuati a Nazaret tra il 1955 e il 1960 nella chiesa dell'Annunciazione e a Loreto tra il 1962 e il 1965 nel sottosuolo della Santa Casa, oltre che da studi specifici sulla struttura edilizia della "Camera" lauretana, raccordata con la Grotta nazaretana. Le indagini archeologiche e la tradizione si illuminano a vicenda con reciproche conferme. E aiutano a ricostruire la storia della Casa di Maria. A Nazaret gli scavi hanno appurato che l'abitazione della Vergine, come le altre del luogo, era costituita da una Grotta scavata nella roccia (luogo di deposito) e da una Casa in muratura antistante e leggermente sovrastante (luogo della vita quotidiana), oltre che da altre piccole strutture sussidiarie. Gli scavi hanno confermato nella sostanza ci che narra la tradizione lauretana: che i discepoli di Ges trasformarono la Casa di Maria in chiesa. Dalle indagini archeologiche, infatti, emerso che nel III secolo i giudeo-cristiani, anzi, forse gli stessi "parenti del Signore", adattarono l'abitazione di Maria a luogo di culto, costruendovi sopra una chiesa in stile sinagogale, di cui sono venuti alla luce interessanti resti cultuali. Gli scavi sono stati compiuti sotto la direzione del p. Bellarmino Bagatti. Nel secolo V i cristiani bizantini, sostituitisi anche a Nazaret ai giudeo-cristiani, abbatterono la chiesa-sinagoga ed edificarono un pi ampio edificio sacro sopra l'abitazione della Madonna. Nell'XI secolo, infine, i crociati francesi demolirono la basilica bizantina ed edificarono una pi ampia chiesa proteggendo la santa dimora in una cripta. Questa attenzione nei riguardi dell'abitazione di Maria attraverso i secoli spiega anche la sua possibile conservazione, perch un edificio, anche se fragile, custodito dentro un altro edificio, non essendo soggetto all'erosione degli agenti atmosferici, sfida i secoli. Ne una riprova la stessa Santa Casa di Loreto che, protetta dentro altri edifici fin dagli inizi del secolo XIV, dopo sette secoli non ha fatto una crepa. A Loreto gli scavi archeologici, condotti sotto la direzione del prof. Nereo Alfieri, hanno confermato alcuni elementi della tradizione in modo inatteso. Questa asserisce che la Santa Casa non ha fondamenta proprie, poggia su una pubblica strada e fu protetta dai recanatesi con un muro per tutta l'altezza e la lunghezza. Ebbene, le indagini archeologiche hanno verificato tutti e tre questi singolari fenomeni edilizi. In pi, hanno individuato alcune opere di difesa con archetti di controripa sul cedevole lato nord e una fascia di sottomurazione inserita pi tardi dall'esterno. Tutto ci attesta un'attenzione archeologica verso il sacello che non si spiegherebbe se quei muri non fossero stati considerati fin dall'inizio vere 'reliquie'. Infine, gli scavi loretani hanno appurato che il nucleo originario della Santa Casa costituito da tre sole pareti ( esclusa la parete est dove sorge l'altare, che a Nazaret non esisteva perch la parte che dava sulla bocca della Grotta), e che delle tre pareti le sezioni inferiori sono in pietra, mentre le sezioni sovrastanti, aggiunte successivamente a Loreto per ovviare allo spazio originario piuttosto basso e angusto, sono in mattoni locali. Ulteriori studi sulla struttura edilizia della Santa Casa hanno messo in evidenza che questa, in ambito edilizio marchigiano, costituisce un insieme di anomalie e assurdit: non ha fondamenta proprie, contro tutti gli usi del luogo; ha stranamente una parte in pietra, non usata nella zona per mancanza di cave lapidee, e una parte aggiunta in mattoni, gli unici materiali disponibili in loco; poggia su una pubblica strada, contro tutte le disposizioni comunali dell'epoca; ha l'unica porta originaria sul lato nord, esposta a tutte le intemperie, e l'unica finestra a ovest, aperta a una limitata illuminazione, contro i pi elementari accorgimenti dei costruttori locali. Se invece la Casa di Loreto viene idealmente ritraslata a Nazaret, tutte queste anomalie edilizie scompaiono e il manufatto loretano ben si raccorda con la Grotta nazaretana nelle sue varie parti. Inoltre, studi sulla finitura della superficie delle pietre di Loreto hanno chiarito che esse appaiono lavorate secondo una particolare tecnica usata dai nabatei, un popolo confinante con gli ebrei, e diffusa anche in Palestina. Questi interessanti studi sull'edilizia della Santa Casa si devono all'ingegnere architetto Nanni Monelli.
Una specifica indagine sui graffiti leggibili ancora in molte pietre della Santa Casa di Loreto, rivela che essi sono molto simili a quelli riscontrabili in Terra Santa e, in special modo, a Nazaret, compresi gli esemplari riferibili ai giudeo-cristiani del II-V secolo. E stata decifrata anche una scritta in caratteri greci sincopati con due lettere ebraiche contigue (un lamed e un wav), la quale, tradotta, dice: "0 Ges Cristo, Figlio di Dio". Un'identica invocazione si legge nella cosiddetta Grotticella di Conone, a Nazaret, vicino alla Grotta santa. Ne deriva la fondata ipotesi che diverse pietre sono state graffite a Nazaret e poi trasportate a Loreto, ci che conferma l'antica tradizione. Insomma, le pietre hanno un loro linguaggio, muto certo, ma, una volta decodificato, in grado di gettar luce sullorigine della Santa Casa.
Patrona dell'aviazione
La tradizione lauretana, relativa al trasporto della Casa di Maria, per mano degli angeli da Nazaret nell'antica Illiria (1291) e di qui nell'antico territorio di Recanati (1294), appariva quanto mai spettacolare per la scelta della Madonna di Loreto quale patrona dei viaggiatori in aereo. Poeti e pittori gi nei secoli XVII e XVIII avevano rievocato quel trasporto prodigioso con accenti fantasiosi, immaginando il volo della casa nazaretana come un moderno aviogetto. Sin dal 1912 la Societ Aviatori e Aeronauti dell'Aria, con sede a Torino, si era affidata alla protezione della Madonna di Loreto. Pochi anni dopo, verso il 1915, quella Societ, sotto la presidenza dell'onorevole Carlo Mont, fece ornare la propria bandiera con l'immagine della Vergine Lauretana. Si legge anche che nel 1915 le mura della Santa Casa furono dipinte nelle carlinghe della XXV Squadriglia, segno di una esplicita devozione verso la Madonna della Casa volante. Nel giugno del 1917 l'Aero Club d'Italia, sollecitato da pi parti, promosse un'intensa azione per trovare un accordo tra tutte le Societ aeronautiche delle nazioni alleate in merito alla scelta della Madonna di Loreto quale unica Patrona dell'aviazione, ma senza esito. In epoca fascista, quando il senso nazionalista era forte, non solo in Italia ma anche in altri paesi d'Europa, fu scritto che la proposta fu bocciata perch "Madonna di Loreto forse voleva dire cittadinanza italiana, oppure non si volle la Madonna". Dopo la guerra, nel 1919, il tenente colonnello Ercole Morelli, segretario amministrativo dell'Aero Club d'Italia, fece un nuovo tentativo a riguardo, rivolgendosi direttamente ad alcuni cardinali e vescovi, perch richiedessero alla competente autorit ecclesiastica di proclamare la Madonna di Loreto Patrona degli aeronauti. Furono coinvolti alla richiesta il cardinale di Torino Agostino Richelmy, il cardinale Amedeo Ranuzzi de' Bianchi, che era stato vescovo di Recanati-Loreto negli anni 1903-1911, e mons. Alfonso Maria Andreoli, vescovo a quel tempo della stessa diocesi. I tre presuli diedero la propria adesione e si rivolsero alla Congregazione dei Riti. La richiesta ufficiale fu inoltrata da mons. Andreoli, in quanto ordinario della diocesi recanatese-lauretana. Il prefetto della Congregazione cardinale Antonio Vico, nativo di Agugliano, in diocesi di Ancona, sottopose la richiesta a Benedetto XV che la accolse libentissime, cio "assai volentieri", come si legge nel relativo Decreto, emesso il 24 marzo 1920, vigilia dell'Annunciazione del Signore, solennizzata a Loreto in quel tempo con la celebrazione ininterrotta di messe in Santa Casa dalla mezzanotte del 24 al mezzogiorno del 25.
Passioni Popolari di Monte Reale
Tramanda una suora: ...la prima volta che il padre Luigi mi prese con s per recarsi col (ad Orzano, e avvenne dopo il 1870), ricordo che erano pronti i materiali per la costruzione della chiesetta. Volle che con lui vedessi tutto. Mi mostr il posto dove doveva essere costruita. Qui verr il focolaio, mi diceva il Padre; l la finestra; dove entr l'Angelo; qui la porta; i muri saranno a mattoni. Desidero che possibilmente riesca tutto eguale nelle dimensioni ed in ogni parte come la santa Casetta di Nazareth. Io la vidi a Loreto, continuava il buon Padre, ne presi tutte le misure, mi informai di ogni cosa e cos in questa nostra Villa verr fatto, avremo un facsimile di casetta della Sacra Famiglia, e servir d'oratorio, di abitazione. Ricordo ancora con viva commozione, con quale affetto il nostro venerato Padre parlava della sua cara e santa casetta! ed proprio l che volle esser sepolto. Ma i lavori di costruzione procedettero con lentezza esasperante! Era pi urgente provvedere alle pressanti necessit della Casa delle Derelitte e dei poveri che bussavano alla porta e non davano sosta... mentre i conti, per endemica consuetudine, erano sempre in rosso, nonostante la Provvidenza arrivasse sempre puntuale e meravigliosa, quando le risorse umane sembravano tutte naufragate. Nel 1883 (lanno prima della morte di p. Luigi) la chiesa finalmente pronta. Lo afferma una iscrizione latina, manoscritta, composta nellottobre 1897 a ricordo della solenne benedizione della chiesetta.
Intenzioni di Preghiera
-per rispondere all'invito del Papa a riprendere in mano la corona del Rosario affidando a Maria la nostra vita; -perch l'Europa riscopra le sue radici cristiane; -per la pace e la giustizia nel mondo; -per tutti coloro che chiedono grazie; - per tutti i Dignitari del Supremo Ordine Universale dei Cavalieri di Monte Reale.
Il nostro Supremo Ordine Universale dei Cavalieri di Monte Reale,nella consapevolezza che agli uomini di pensiero riservata la responsabilit di esprimere i grandi valori antropologici e culturali, vuole essere un nuovo punto di riferimento, in questi difficili tempi, per la persona umana reintegrando la sua vita e il suo percorso storico, nella convinzionedi unesistenza armonica con lUniverso.
NON NOBIS, DOMINE, NON NOBIS, SED NOMINI TUO DA GLORIAM.
(NON A NOI, SIGNORE, NON A NOI, MA AL TUO NOME DONA LA GLORIA).
per ulteriori informazioni:
info@mauriziozini.com
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